Le Google Apps liberano l'azienda
Con gli applicativi "in the cloud" creare e condividere documenti è semplicissimo. Ecco come funzionano e quali sono i vantaggi della versione Premier
08 luglio 2009 - Che Google non sia più solo un motore di ricerca, anzi "il" motore di ricerca, è ormai una cosa evidente a tutti, visti i notevoli sforzi fatti dalla società californiana per offrire ai suoi utilizzatori sempre più servizi e veri e propri applicativi che vanno ben oltre quella che era la mission originale; per rendersene conto è sufficiente collegarsi a Internet, magari usando Google Chrome come browser, e selezionare nella home page di Google il link "altri prodotti". Che Google avesse però dedicato una parte delle sue risorse non solamente al settore consumer ma anche al mercato business non è cosa così nota. È però una realtà concreta e decisamente interessante per le potenzialità che ne possono derivare per uno studio professionale o per una piccola e media impresa. Il software che potrebbe rappresentare una vera e propria rivoluzione nella gestione dell’informatica all’interno di una PMI si chiama Google Apps Premier.

02 dicembre 2009 Con la progressiva penetrazione di Internet all’interno delle aziende, avere a disposizione una connessione è diventato vitale, soprattutto per quello che riguarda la corrispondenza e i rapporti con i clienti. Purtroppo un aumento della connettività implica anche un aumento dei rischi di infezione da parte dei diversi tipi di malware, per i quali è indispensabile trovare una soluzione Phishing, malware, trojan, spyware, hacker, virus, sono termini che ormai sono entrati a far parte del lessico quotidiano di tutte le persone che lavorano nel mondo dell’informatica o che ne sfruttano le potenzialità per attività lavorative. Con l’enorme diffusione dell’uso di Internet e soprattutto delle soluzioni in banda larga, però, i computer sono maggiormente esposti a rischi e pericoli sempre più grandi, siano essi virus oppure furti d’identità o di dati riservati.
18 febbraio 2009 - I tentativi per controllare un dispositivo mobile con uno schermo sensibile al tocco, ovvero un touch screen, sono vecchi quanto i palmari: era il 1993 quando Apple lanciò il Newton, una vera rivoluzione per l’epoca. Come spesso accade, i precursori non vengono capiti e il successo è arriso a questo genere di prodotti solo in tempi recenti, prima per merito dei sistemi di navigazione satellitare e poi per i telefoni cellulari evoluti, o smartphone. La sempre maggiore diffusione di questi dispositivi ha ora innescato una frenetica ricerca finalizzata a levare di mezzo il malefico pennino e a consentire il controllo completo del dispositivo esclusivamente attraverso le dita. Il compito non è per nulla facile, dato che i sistemi operativi che vantano una storia relativamente lunga sono stati pensati per l’utilizzo dello stilo e di conseguenza icone e menu sono quasi sempre troppo piccoli per essere agevolmente selezionati con un polpastrello. L’arrivo (o meglio: il ritorno) di Apple in questo settore, con l’iPhone, ha dato la scossa che serviva per dare un’accelerazione alle innovazioni. L’iPhone nasce infatti con un’interfaccia specificamente studiata per essere utilizzata solo con le dita.
21 gennaio 2009 - Al lancio della prima serie di Eee PC, avvenuto a ottobre del 2007, probabilmente nemmeno il produttore Asus si aspettava un successo così eclatante. Eppure già a fine 2007 il numero di unità vendute nel mondo superava le 300.000. Il successo della serie Eee, però, non è esclusivamente commerciale. Con l’introduzione nel mercato di questi prodotti Asus ha di fatto creato una piccola rivoluzione, che ha ben presto forzato gli altri produttori a scelte analoghe. Oggi praticamente tutte le principali aziende che producono PC annoverano fra le loro offerte almeno un modello leggero ed economico e quelle che ancora non ne offrono tentano di correre ai ripari.
07 gennaio 2009 - Tutti i giorni i computer elaborano dati che risultano importanti e vitali per lo svolgimento delle attività lavorative ma può capitare che virus, malfunzionamenti, errori di programmazione o disattenzioni dell’utente mettano a rischio la sicurezza e la salvaguardia di queste informazioni, la cui perdita, in alcuni casi, porta gravi conseguenze sul piano economico o gestionale. Da questo deriva l’importanza di strutturare correttamente tutto il sistema e i processi di backup all’interno dell’azienda, prevedendo anche soluzioni di disaster recovery e di garantire in ogni momento l’accesso online e offline delle informazioni considerate vitali.