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Vodafone 360 Samsung H1
Vodafone 360 Samsung H1
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Vodafone 360 con qualche dubbio
Il servizio e il Samsung H1 non convincono: i contenuti tecnici sono buoni, ma l’esperienza utente va migliorata
16 dicembre 2009 - Si chiama Vodafone 360 ed è stato lanciato da poche settimane in tutti i Paesi dove l’operatore telefonico è presente. Descrivere il servizio non è semplice, ma la base di partenza è simile a quella di un social network, mischiato con la filosofia degli “store” per applicazioni e musica. Per sfruttarne le potenzialità serve un telefono compatibile. Vodafone propone due modelli specificamente realizzati da Samsung (H1 e M1) e la possibilità di scaricare un applicativo che funziona su numerosi telefoni Nokia con sistema operativo Symbian. In futuro è previsto che il numero di dispositivi compatibili venga ampliato.
Con Vodafone 360 è possibile gestire tutti i propri contatti personali e i contatti dei social network da un unico punto di partenza, battezzato People, e scaricare e gestire applicazioni e musica, oltre ad avere tutte le funzioni classiche di uno smartphone evoluto. Abbiamo così messo alla prova il modello Samsung H1 per capire quanto questa idea possa rivelarsi vincente in un mercato in cui prodotti per gestire contatti e social network non mancano.
La prima impressione è positiva. Il telefono si presenta con un ampio di display dall’ottima risoluzione (480x800 punti) e con una scocca in alluminio satinato elegante e robusta. Sul frontale sono presenti solamente tre pulsanti hardware, che danno accesso alle tre aree primarie: Telefono, People (contatti) e Apps (applicazioni). La seconda videocamera VGA, per le videochiamate, è ben celata accanto all’altoparlante. Il lato superiore presenta il tasto di accensione e il connettore per cuffia/microfono standard da 3,5 mm, mentre a destra ci sono un pulsante per il comando Cerca e quello che attiva la fotocamera digitale da cinque megapixel con flash a LED. A sinistra, infine, solo la porta microUSB (protetta da uno sportellino scorrevole) e i tasti per il controllo del volume.
La memoria interna è da ben 16 gigabyte ed è comunque espandibile tramite schede microSD. Dal punto di vista della connettività siamo in presenza di HSDPA a 7,2 Mbps, Wi-Fi 802.11g (54 Mbps), Bluetooth 2.0 e ricevitore A-GPS integrato. La radio FM è compatibile RDS e gestisce la funzione AF. Il tutto è gestito da un sistema operativo Linux. Al primo impatto, l’unica nota stonata è lo sportellino copribatteria in plastica leggera fissato a pressione, decisamente poco adeguato a un telefono di questa fascia di prezzo.
Per cominciare a usare un cellulare Vodafone 360 bisogna per prima cosa creare un account specifico, registrandosi così su un ulteriore social network. A questo punto si possono aggiungere gli account dei propri servizi preferiti, siano essi di chat come Live Messenger, di posta come Gmail o di social networking come Facebook. Un’importante limitazione è legata al fatto che possiamo inserire solamente un account per tipo. Se per esempio abbiamo due caselle di posta Hotmail o Gmail dobbiamo sceglierne per forza una sola. Completata la configurazione, nel giro di qualche minuto sul telefono compaiono tutti i nostri contatti. Questi sono divisi per account, ma possiamo riorganizzarli in gruppi personalizzati o visualizzarli tutti insieme. Da ogni contatto, visualizzato con la foto del profilo, è possibile dare il via a una sessione di chat o a una chiamata e scrivere messaggi di posta o SMS.
In questa prima fase di esplorazione si apprezza l’ottima qualità del display, ma si comincia anche a notare una certa lentezza di risposta del telefono, almeno in alcune occasioni. Dal punto di vista tattile, lo schermo richiede una certa pressione per confermare le nostre selezioni e la sensibilità non è al livello di un concorrente come l’iPhone. Premendo il tasto Apps si accede invece al mondo delle applicazioni, che vengono visualizzate con uno schema a griglia che scorre orizzontalmente. Le applicazioni possono essere riordinate a piacere e alcune di esse, come quella preinstallata per il meteo, agiscono come dei widget, ovvero si allargano a occupare più spazio quando vengono attivate.
Da qui si accede anche allo Shop di Vodafone, da cui si possono scaricare altre applicazioni, gratuite o a pagamento, musica e video. L’assortimento è abbastanza buono, ma il processo di acquisto è lontano da quello previsto su un dispositivo come l’iPhone, richiedendo ben quattro clic prima del completamento dell’operazione. Anche comprare brani musicali non è particolarmente gratificante, dato che tutto passa attraverso una sorta di abbonamento musicale che permette di scaricare brani illimitati (tutti ovviamente protetti da DRM) pagando una quota mensile, ma la cui compressione è molto elevata: ogni canzone occupa infatti circa 1,4 megabyte. I brani si possono ascoltare sul telefono e sul PC, previo però lo scaricamento di uno specifico software. Insomma, l’esperienza utente deve ancora essere migliorata…

Il collegamento al PC avviene solamente attraverso il programma proprietario Samsung New PC Studio, che consente la sincronizzazione dei contatti e dell’agenda. Il programma è però poco intuitivo, privo di una guida in linea e impiega decisamente troppo tempo per eseguire la sincronizzazione. Noi abbiamo provato con un migliaio di contatti, impiegando circa 15 minuti la prima e la seconda volta e poi attestandoci sugli 11 minuti (via Bluetooth) per le sincronizzazioni successive: decisamente troppo!
In definitiva, siamo di fronte a un telefono dalle caratteristiche tecniche di elevato livello, ma che anche a causa dell’intreccio con Vodafone 360, a cui si è indissolubilmente legati, non ci sembra particolarmente riuscito. Non in senso assoluto, perché alla fine questo Samsung H1 si difende discretamente per qualità tecnica e per numero di funzioni, ma quantomeno in relazione al prezzo di acquisto: per 416 euro IVA esclusa ci si attende un livello di eccellenza che qui non viene raggiunto, né in termini di velocità di reazione del dispositivo né sul fronte dell’usabilità. Insomma, è uno sfidante di rango dell’iPhone che però, come gli altri pretendenti, è destinato a soccombere.

