IN PROVA - Apple iPad 3G 64 GB
iPad, ecco a cosa serve davvero
Lo abbiamo usato intensamente per quasi un mese e ora sappiamo che cosa farci. Scopritelo con noi
Dopo quasi un mese dall’arrivo in Italia è arrivato il momento di proporvi una prova del gadget più chiacchierato del momento: l’iPad. Di recensioni e pareri su questo oggetto probabilmente ne avrete già letti molti, magari senza riuscire a capire davvero se la tavoletta di Apple ha un senso oppure no. Con queste righe vogliamo provare a darvi elementi di riflessione che magari finora non avete trovato o avete trovato solo spezzettati su varie fonti. Per inquadrare bene il punto di partenza è necessario specificare il nostro grado di conoscenza, esperienza e apprezzamento del mondo iPhone, che costituisce comunque la base di iPad. Noi usiamo quotidianamente iPhone e decine delle sue App con grande soddisfazione e riteniamo che questo smartphone continui a essere la soluzione più valida oggi disponibile per un uso generalizzato, anche business. Naturale, quindi, che iPad sia stato accolto quanto meno con benevolenza.

Dal 2007 anche in Italia sono presenti gli “operatori virtuali di rete mobile”, ovvero società che offrono servizi di telefonia cellulare appoggiandosi però a un operatore già esistente e che dispone di una propria infrastruttura. Da marzo dello scorso anno, tra le possibili scelte è entrata anche Nòverca, una società creata dal Gruppo Acotel e da Intesa Sanpaolo. Per offrire i suoi servizi, Nòverca si appoggia a TIM, garantendo quindi una copertura estremamente capillare sul territorio, e si distingue per la sua Extended SIM 2.0, una scheda che offre una serie di servizi aggiuntivi rispetto alla concorrenza. Nel catalogo di Nòverca, fra gli altri telefoni, è presente l’HTC Magic. Lo abbiamo messo alla prova.
La rivoluzione dei libri digitali, ovvero degli e-book, è sulla bocca di tutti. Kindle e iPad sono oggi gli esempi più famosi, ma dato che stiamo parlando di un mercato in rapida espansione - almeno negli Stati Uniti - i concorrenti non mancano e tenderanno, anzi, a crescere. Parlando di e-book reader veri e propri, e quindi escludendo il neonato iPad di Apple, in Italia da alcune settimane è reperibile tra gli altri il JerryBook E60, proposto da Mediacom. Questo prodotto si distingue dalla concorrenza per le dimensioni e il peso (156 grammi) estremamente ridotti: pur mantenendo uno schermo da sei pollici (con risoluzione di 800 per 600 punti), ovvero quello che viene considerato l’entry level per questa tipologia di prodotti, il Jerry Book è molto compatto e leggero.
Quando sono nati i primi smartphone, e anche per molto tempo dopo, la prima cosa che si andava a guardare erano le caratteristiche tecniche, per scoprire che cosa mancava all’uno o all’altro modello. Difficile, infatti, trovare dispositivi davvero completi. Oggi questo problema è passato decisamente in secondo piano, dato che la maggior parte dei modelli dispone di tutte le funzioni principali. Le differenze si concentrano principalmente su sistema operativo e dimensioni dello schermo. Nessuna sorpresa, quindi, nello scoprire che le caratteristiche tecniche dell’HTC HD Mini sono davvero complete: connettività 3G HSPA, Wi-Fi, GPS e Bluetooth, schermo touch, espandibilità tramite schede in formato microSD, fotocamera da cinque megapixel, sensori di movimento. A parte le caratteristiche tecniche, però, questo smartphone si fa notare per un design molto elegante e per le dimensioni relativamente contenute. Lo abbiamo messo alla prova.
In un mondo che spesso punta verso l’imitazione dei modelli di successo, se non addirittura verso l’omologazione, trovare una proposizione originale fa sempre un bell’effetto. È con grande curiosità, quindi che ci siamo avvicinati al Motorola Backflip, uno smartphone basato su Android in versione 1.5 e dotato di tastiera “qwerty” completa. A stravolgere i comuni canoni stilistici di questa tipologia di prodotto ci pensa il metodo di accoppiamento tra display e tastiera: in posizione di riposo il primo sta da un lato e l’altra sta, completamente accessibile, sul lato opposto, e per questo motivo è completamente impermeabilizzata. Ruotando il display come per aprire il telefono, questo si posiziona al di sopra della tastiera, senza alcuna inclinazione, e scopre sul retro un touchpad che permette di spostarsi tra le varie pagine, icone o voci di menu: un modo insolito per “navigare” tra le varie funzionalità del telefono.
Prestazioni limitate, autonomia ridotta, assenza di connettività 3G e risoluzione dello schermo scarsa. Sono, in linea di massima, le limitazioni che hanno fatto registrare le prime generazioni di netbook. L’evoluzione, però, non conosce soste e oggi in questa categoria di prodotti si cominciano a vedere dei portatili che tendono a migliorare questi aspetti. È il caso dell’Acer Aspire 1410 proposto da Vodafone, che monta un processore Intel Celeron M 743 (invece di un meno performante Atom), offre fino a sei ore di autonomia e dispone di modem integrato HSPA fino a 7,2 Mbit/sec. Purtroppo lo schermo, anche se ha una diagonale da 11,6 pollici, ha invece una risoluzione che si ferma a 1.024 per 600 punti.
Le chiavette 3G per collegarsi a Internet in mobilità hanno spopolato. Merito dei prezzi attraenti e delle offerte di abbonamento dati abbastanza abbordabili da parte degli operatori. Il classico modem su porta USB si può però considerare “invecchiato precocemente” di fronte al nuovo modem router wireless 3G proposto da Huawei in esclusiva attraverso Wind: grazie a Wi-Fi, il modem 3G non deve più essere fisicamente collegato al computer e la connessione cellulare può essere condivisa da un massimo di cinque utenti contemporaneamente. Un prodotto del genere non è una novità assoluta (su eBiz Italia numero 51 avevamo già provato il MiFi di Novatel Wireless), ma la notizia di oggi è che il prezzo è accessibile e molto vicino a quello dei modem USB. Il kit Internet Wireless Box Huawei E5830 WiFi comprende infatti il prodotto Huawei e una SIM Wind con cinque euro di traffico ed è proposto a 82,5 euro IVA esclusa (99 euro con IVA).