Parrot RKi8400
Il piccolo genio che deve crescere
Parrot ha reinventato l’autoradio per sposarla con l’iPhone. Ma il software è ancora immaturo
24 febbraio 2010 - In origine, collegare un iPod all’autoradio era un’impresa: bisognava trovare specifici adattatori che permettessero di utilizzare un eventuale ingresso ausiliario sul retro della radio. Oggi, collegare un iPod all’autoradio è spesso troppo semplice: utilizzando una porta USB o un ingresso di linea in formato mini-jack si può portare l’audio alla radio senza difficoltà. Quello che accomuna entrambi i sistemi è che una volta connesso il nostro lettore digitale abbiamo un cavo che sporge dal cruscotto o dall’autoradio, la necessità di appoggiare l’iPod da qualche parte e, quasi sempre, l’esigenza di ricaricare il lettore. Qualche buona soluzione naturalmente esiste, ma non sempre è possibile associarla alla propria autoradio. Parrot è così partita da un punto di vista diverso e ha ripensato alla radice proprio l’autoradio. Il risultato è il modello RKi8400, che abbiamo messo alla prova.


10 marzo 2010 - La critica maggiore che era stata rivolta al BlackBerry Storm, il primo dispositivo di RIM (Research In Motion) con schermo sensibile al tocco, era la mancanza di Wi-Fi. Tale impostazione è stata a suo tempo giustificata con le scelte dell’operatore (Vodafone) che aveva l’esclusiva della commercializzazione di quel prodotto. La nascita di Storm2, liberamente venduto dai diversi operatori, ha consentito di eliminare questa assurda limitazione: il nuovo BlackBerry dispone infatti di connettività WLAN e RIM, riprogettandolo, ne ha approfittato per apportare diverse migliorie, a cominciare dallo schermo “cliccabile”che fornisce un feedback fisico quando si seleziona un’icona o si scrive un testo.
10 febbraio 2010 - L’evoluzione dei netbook non si ferma e con l’arrivo della nuova piattaforma Intel Atom sono stati fatti ulteriori passi avanti, soprattutto sul fronte dell’autonomia. Il nuovo Acer Aspire One 532 si basa sull’Atom N450, realizzato con un processo produttivo a 45 nanometri e integrante anche il controller grafico. La frequenza di funzionamento è pari a 1,66 GHz. In termini di configurazione, la macchina provata era equipaggiata con un gigabyte di memoria, 250 gigabyte di disco fisso, una batteria a sei celle da 5.600 mAh, uno schermo retroilluminato a LED da 10,1 pollici, Wi-Fi 801.11n, Bluetooth, lettore di schede di memoria e webcam da 0,3 megapixel. Il sistema operativo è Windows 7 Starter. Una tale configurazione viene proposta a 315 euro IVA esclusa (378 euro con IVA). In alternativa sono disponibili configurazioni con Windows XP, senza Bluetooth, con batteria a tre celle e con disco fisso meno capiente. Al top della gamma si trova un modello come quello del nostro test dotato anche di connettività 3G. I prezzi variano dai 242 euro IVA esclusa delle versioni base ai 365, sempre IVA esclusa, del più accessoriato.
27 gennaio 2010 - I netbook sono oggettivamente stati una grande trovata: un oggetto piccolo, leggero, con una buona autonomia e discrete capacità di calcolo è in grado di rispondere alla maggior parte delle esigenze di un utente in mobilità. A parte le critiche ai primissimi prodotti legate soprattutto alle scarse prestazioni, oggi i netbook riescono a coniugare egregiamente buone dotazioni hardware e prezzo interessante. Un elemento, però, rimane sconosciuto a questa categoria di portatili: il disco ottico. La tedesca Raidsonic ha deciso di porre rimedio a questa carenza con un’idea decisamente originale: invece di proporre un classico masterizzatore esterno, ha realizzato una base di appoggio in cui alloggiare il disco ottico e un disco fisso da 2,5 pollici. Il Netbook Extension Tablet è anche dotato di una ventola di raffreddamento e di due porte USB.
13 gennaio 20101 - TomTom è ormai sinonimo di navigatore satellitare. Inevitabile, quindi, che l’azienda olandese si cimentasse anche con la piattaforma iPhone, per non lasciare campo libero ai concorrenti CoPilot e Navigon. L’applicazione TomTom, disponibile come tutto il software per iPhone sull’App Store di Apple, è arrivata dopo l’estate, seguita a distanza di un paio di mesi dal TomTom Car Kit per iPhone: un supporto per auto che integra un secondo ricevitore GPS e un altoparlante e che consente la ricarica dell’iPhone durante l’utilizzo. Disponibile nelle versioni Italia, Europa Occidentale (22 Paesi), Europa Orientale (10 Paesi), Stati Uniti & Canada, Brasile, Argentina & Uruguay o Middle East (6 Paesi), l’applicazione è stata accolta in modo molto critico dagli utenti dello smartphone, che si sono scatenati denunciandone la lentezza, una carenza di funzioni rispetto ai dispositivi TomTom e una scarsa sensibilità nella ricezione del segnale. L’arrivo del Car Kit ha parzialmente sopito le voci critiche, ulteriormente diminuite con il rilascio degli aggiornamenti dell’applicazione.
16 dicembre 2009 - Si chiama Vodafone 360 ed è stato lanciato da poche settimane in tutti i Paesi dove l’operatore telefonico è presente. Descrivere il servizio non è semplice, ma la base di partenza è simile a quella di un social network, mischiato con la filosofia degli “store” per applicazioni e musica. Per sfruttarne le potenzialità serve un telefono compatibile. Vodafone propone due modelli specificamente realizzati da Samsung (H1 e M1) e la possibilità di scaricare un applicativo che funziona su numerosi telefoni Nokia con sistema operativo Symbian. In futuro è previsto che il numero di dispositivi compatibili venga ampliato.
02 dicembre 2009 - La connettività wireless per la scambio di dati e la navigazione Internet è un dato ormai acquisito. L’audio viaggia nell’etere in streaming senza problemi e anche il video sta facendo passi da gigante per affrancarsi dalla schiavitù dei cavi. A richiedere un collegamento fisico via cavo era rimasta l’alimentazione: per dare corrente a un dispositivo o ricaricarne la batteria è indispensabile un filo. A eliminare anche quest’ultimo elemento ci prova ora PowerMat, una base di ricarica che grazie al meccanismo dell’induzione magnetica può fornire energia senza passare da un cavo. Rimane, però, la necessità del contatto fisico tra base e dispositivo: per la ricarica bisogna che i due oggetti si tocchino.